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Archivio 1999

Quentin Crisp

Fatboy Slim, il famoso dj, ha raccontato in un’intervista di essersi cambiato il suo vero nome, Quentin, perché era lo stesso dell’omosessuale più famoso d’Inghilterra. Quentin Crisp è stato, nella sua ambiguità e spregiudicatezza, non solo il più famoso ma finora il più oltraggioso omosessuale d’Europa. Vi raccontiamo la sua storia con le sue stesse parole.

Quentin Crisp nacque con una certa riluttanza il giorno di Natale del 1908. Con grande disappunto, si accorse di essere figlio di genitori di classe media, di colorito medio bruno e mediocri che vivevano a Sutton, un sobborgo di Londra. Dopo un’infanzia piatta, fu mandato (tra i 14 e i 18 anni) in una scuola del Derbyshire che era una via di mezzo tra un monastero e una prigione. Lì non imparò nulla che potesse essergli utile in età adulta che non fosse sopportare le ingiustizie. La sua ignoranza su tutto, a eccezione di questo, e la sua apparenza ambigua fecero sì che gli fosse impossibile praticare qualunque professione a parte quelle artistiche. Divenne quindi un illustratore e un grafico di copertine di libri. Quando non riuscì più a sopportare di essere continuamente licenziato, si diede alla libera professione. Ogni tanto scrisse libri su una quantità di argomenti: sul lettering (arte che non riuscì mai a padroneggiare), sull’arredamento dei balconi, sul Ministero del lavoro (con il quale, al tempo, non aveva avuto alcun legame ad eccezione per la domanda sull’indennità di disoccupazione). Dopo qualche tempo, quasi per caso si trovò a sostituire un amico che faceva il modello in una scuola d’arte, e accortosi che lo sforzò non gli causava collassi, iniziò a fare il modello professionista. Con questo standard di vita resistette altri 35 anni. A metà degli anni Sessanta sussurrò qualcosa per una stazione radio inglese che nessuno ascoltava, il che fece sì che fosse invitato a scrivere la sua autobiografia. Il sunto che preparò per colui che gli aveva commissionato il libro fece stramazzare costui morto stecchito. Un altro editore, Jonathon Cape, accettò però di pubblicare il volume nel 1968. Fu un’offerta che Mr. Crisp non poté rifiutare, anche perché era stato pagato in anticipo. Riandando indietro con la memoria, la stampa si riferì a questo libro come a “un bestseller del tempo”. Non era vero. Ricevette invece recensioni rispettose, vendette 3.500 copie e non causò alcuno scandalo fino a quando non ne venne tratto un serial televisivo da Mr Mackie, che da allora girò per quattro lunghi e tristi anni senza cappello per le vie di Londra nel tentativo di tormentare i produttori affinché ne facessero un film. I suoi tentativi furono un fallimento. Alla fine, costretto dalla fatica a ridimensionare i propri obiettivi, Mr Mackie convinse la Thames Television a trasformare la sua sceneggiatura in una fiction televisiva. In questa sua nuova e rinnovata forma, “Il funzionario nudo” fu ben accolto persino dai critici. La loro approvazione provocò una pioggia di premi, come se fossero confetti, su Mr John Hurt, che interpretava la parte da protagonista, su Mr Gold, sulla sua squadra di produzione, guidata da Miss Lambert e su Mr Mackie. Il programma venne mandato in onda tre voltre in Gran Bretagna, e trasmesso in Australia, Nuova Zelanda e Canada, in America e in numerosi paesi europei. Nessun merito per la bontà di questo lavoro va a Mr Crisp; egli è solo la materia grezza da cui è stato tratto. Ciò nonostante, una certa quantità di curiosità a proposito di questa sensazionale autobiografia fece sì che i produttori gli presentassero una quantità di opportunità affinché il mondo potesse avere modo di testimoniare della sua esistenza, di ascoltare ciò che aveva da dire e di porgli delle domande. Negli ultimi anni ha visitato in questo modo un certo numero di località in Inghilterra e in Australia ed è apparso ai festival di Edinburgo e di Belfast. Nel 1978 fece il suo debutto a Hollywood con “Una sera con Quentin Crisp” e da allora è stato visto dagli spettatori di New York anche nel ruolo di Lady Bracknell in “L’importanza di chiamarsi Ernesto”. Dopo essere divenuto un residente senza cittadinanza del Stati uniti d’America nel 1981, si trasferì a New York, e fece voto di non lasciare più la città. Fino a tempi recenti, Mr Crisp ha trovato difficoltà a credere nell’esistenza di paesi esteri. Il mondo sembrava troppo remoto per uno che aveva vissuto per 38 anni in un monolocale di Chelsea (tra l’altro senza mai pulirlo). Nell’inverno della sua vita si descrisse come un trovatello in pensione. Avendo provato senza successo a essere un artista, un insegnante di tap dance, uno scrittore occasionale, adesso è un anziano pensionato (carriera in cui difficilmente riuscirà a non avere successo. A dispetto di tutto ciò, ha la presunzione di predicare sugli stili di vita e pretende con l’aiuto di queste prediche di potervi curare dalla eccessiva libertà, che egli ritiene essere la causa dei mali del mondo. Le sue apparizioni rappresentano l’umile tentativo di rendere grazia al genere umano per aver in qualche misura rivisto l’opinione di condanna che ha avuto nei suoi confronti per così tanto tempo.

dall’archivio di “Terence” (portale gay di satira e attualità)
23 novembre 1999